Terra padana
Terra velata dalle nebbie mattutine,
che entran nelle membra silenziose,
con il tempo mutevole come l'umore delle tue genti,
alle quali preservi nel tuo grembo i suoi sospiri.
Declivi e valli di sogni e di fatiche,
messi e prati inondati di sudore,
che tu filtri con le acque delle piogge,
piogge chete o violente di tempesta.
Esse scorrono veloci nelle tue vene,
e mille rivoli vanno ad alimentar il fiume,
che si sofferma ogni tanto a visitar uno stagno,
per poi correre calmo o tumultuoso sino al mare.
Pioppi ombrosi dalle chiome riposanti,
s'inchinano al vento di tramontana,
sulle sue rive coperte di tappeti erbosi,
dove pullula la vita aiutata dal sole.
Senti il graciar delle rane nelle notti fonde,
in placide pozze con afa opprimente,
immerse in riflessi d'argento baciati dalla luna,
fra il profumo delle ninfee e lo spuntar dei canneti.
I laghi sono lo specchio della tua anima,
trasparenti d'innocenza e di cose pulite,
s'immerge in essi la luce delle stelle,
o il scivolar di basse nubi come la speranza.
Volgendo lo sguardo ai tuoi orizzonti,
ovunque sfumano segni come pennellate di pittori,
i tramonti affondano rigogliosi nel tuo seno,
terra di padania! Resta la nostalgia per il giorno dopo.
Lino Modenese - Agosto 1995
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