Marzo
Via Matteotti vista dal viale Garibaldi
 
Noi figli d'acqua

Acque verdi, riflessi di giada, terre di sogno,
acque increspate dai venti in onde maestose,
si odono gli echi giť per i dirupi e tra salici piangenti,
poi il silenzio riposante su letti di sabbie dorate.

Corre per i fiumi verso il mare inquieto,
poi carpita dal calore in un diluvio di vapori,
ritorna nell'azzurro ad alimentare i tuoni,
nel perpetuo miracolo che sorregge il mondo.

Ne bevi l'essenza e il fluido entra nelle vene,
mille rivoli accarezzano la tua pelle,
E' una linfa preziosa del cuore e del pensiero,
un moto invincibile che rigenera la vita.

Con essa senti la gioia ridente e pulita,
di un dono divino della ragione di esistere,
per innumerevoli esseri sparsi negl'orizzonti,
nelle infinite forme di grandezze e colori.

Fronde d'alberi si specchiano nel fondo di cristallo,
e dai dolci pendii essa scende mormorando,
addolcendo gli ondulati prati, fiori e sterpi,
seminati dal vento e mani generose.

Ma nel dispregio suo si disperdono veleni,
che cambiano la sua limpidezza con liquidi mostruosi,
inquinando con nebbie soffocanti timide aurore,
coprendo alla vista rossi tetti e guglie antiche.

Squallidi panorami oppressi da polveri di piombo,
dove un tempo galleggiavan pollini vaganti,
sementi di foreste immense e rigogliose,
illuminate dal sole e luci dell'arcobaleno.

Lino Modenese - Marzo 1997