Aprile

Alimentazione nell’età evolutiva

Il latte materno è protettivo rispetto ai rischi di obesità, sovrappeso o cattivo approccio all’alimentazione: perciò si consiglia di prolungare il più possibile, entro limiti ragionevoli, l’allattamento al seno.
Nello svezzamento molta attenzione va dedicata alla progressiva introduzione di alimenti “nuovi”. E’ importante, quindi, l’atteggiamento della famiglia verso il cibo, la varietà degli alimenti che vengono offerti, la cura e la passione messa nella preparazione e nell’offerta degli stessi fin dai primi anni di vita.
In età evolutiva è essenziale che il bambino non mangi troppo, gli venga proposta una dieta il più possibile variata, i pasti siano frazionati e venga introdotta una quantità adeguata di proteine. In questo periodo infatti i due terzi del fabbisogno devono essere forniti da proteine di origine animale. Per la corretta formazione del tessuto osseo è necessaria l'introduzione giornaliera di latte e derivati, ricchi di calcio e di proteine nobili; per l'apporto di vitamine e oligoelementi si devono consumare frutta e verdure fresche in abbondanza. La frutta è ideale per la merenda pomeridiana. La pasta è da preferire sia al pane che agli zuccheri semplici (es. dolci). Gli alimenti necessari a ricoprire i fabbisogni calorici e nutrizionali devono essere suddivisi in quattro pasti giornalieri tali da apportare ciascuno le seguenti quote caloriche: prima colazione: 25%; pranzo: 35-40%; merenda 10-15%; cena: 25-30%.
Da non dimenticare, infine, che l’adolescenza è un’età a rischio di sviluppo dei disturbi del comportamento alimentare, l’anoressia e la bulimia.

Evitare le diete “fai da te”, le diete strettamente vegetariane, le diete iperproteiche e i supplementi dietetici a base di aminoacidi spesso forniti dalle palestre per la pratica del culturismo o la competizione atletica.

E’ essenziale promuovere uno stile di vita che comprenda attività fisica spontanea, come i lavori domestici, salire le scale, camminare, giocare attivamente e praticare uno sport. Queste attività, che contribuiscono ad aumentare la spesa energetica, determinano una riduzione di massa grassa e un aumento della massa magra, contenimento della pressione del sangue, effetti positivi sull’umore e sui rapporti sociali, riduzione del rischio di obesità e prevenzione delle dislipidemie, forme di alterazione delle lipoproteine correlata ad un aumentato rischio di ictus e malattie cardiovascolari nell’età adulta.