| Ottobre |
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| Alimentazione nell’iperteso
Si parla di ipertensione arteriosa quando un individuo presenta valori costantemente elevati di pressione del sangue sia sistolica (massima) che diastolica (minima). L'ipertensione è una malattia molto frequente e nel 90% dei casi non si conosce la causa, ma tanti fattori favorenti che possono concorrere a determinarla. Il paziente può non avere alcun sintomo oppure presentarne di ben precisi che devono sempre far pensare alla possibilità di un'ipertensione: tensione dolorosa alla nuca, mal di testa, senso di stordimento, vertigini, sanguinamento dal naso, ronzio nelle orecchie e punti luminosi davanti agli occhi. La dieta nel caso di ipertensione è un aiuto alla terapia che deve essere prescritta e controllata dal medico. Nell'iperteso l'alimentazione sarà innanzitutto limitata in quantità per favorire il calo ponderale: si eviteranno quindi i pasti abbondanti e l'abuso di alcolici, si limiterà l'apporto di carboidrati e di lipidi, dando preferenza ad una dieta prevalentemente vegetariana, dato il limitato contenuto calorico di tali alimenti e la frequente presenza in essi di principi diuretici utili nella terapia della malattia (ad es. in cipolle e carciofi). È buona norma abolire l'uso di sale da cucina che, richiamando acqua dai tessuti, va ad aumentare la massa sanguigna aggravando lo stato ipertensivo e il lavoro del cuore. Un moderato uso di sale permette di ridurre l'eccessivo accumulo di sodio a livello delle pareti dei vasi, laddove, favorendo l'azione degli stimoli costrittori ormonali e nervosi, facilita l'instaurarsi di una ipertensione arteriosa. Oltre che in caso di ipertensione, la dieta povera di sale è spesso indicata nell'insufficienza cardiaca e nelle sindromi nefrosiche o in altre malattie del rene. L’aumento dell’apporto di potassio riduce la pressione arteriosa e ha un effetto protettivo sullo sviluppo di lesioni vascolari. Il potassio è contenuto nella frutta, nelle verdure, nei legumi e nei semi oleosi. I condimenti non vanno assolutamente eliminati. Inoltre è bene consumare il pesce, meglio non fritto, almeno due volte alla settimana, e preferire le carni bianche a quelle rosse. Diete ricche di olio d’oliva, meglio extravergine, comportano una riduzione della pressione arteriosa. Inoltre, mentre un consumo moderato di alcool, soprattutto sotto forma di vino, comporta degli effetti benefici, tra cui l’aumento degli omega 3 circolanti, il consumo eccessivo è associato all’aumento della pressione arteriosa, dei trigliceridi e all’accumulo centrale di tessuto adiposo. Una regolare attività fisica aerobica per un tempo di almeno 30 minuti al giorno per almeno 3/4 volte alla settimana è indispensabile. Per concludere indichiamo i valori normali della pressione arteriosa che è bene non superare: 130 mm/hg per la pressione massima (sistolica) e 80 per quella minima (diastolica). Oltre questi valori si può parlare di ipertensione. |