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| Arnaldo Longhini
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Domenico Ferrari
e Eride Zaccarelli |
Clementina Benedusi |
Come verdura non mancava quasi
mai l’insalata, immancabile
inquilina dei numerosi orti della nostra zona. Il gelato,
nelle stagioni calde, era il lusso della domenica: ci
si recava alla gelateria e bisognava sedersi a tavolino, il
che dava già un’importanza tutta particolare alla cosa. I
bambini, invece, erano attirati, nei pomeriggi afosi, dal
caratteristico carrettino del gelataio che passava di strada
in strada suonando una trombetta che, per quanto
stridula e sgraziata, era ansiosamente attesa e accendeva
d’entusiasmo i giovani cuori …
- La famiglia e la donna.
Fino alla fine dell’Ottocento la famiglia veniva concepita
come una vera e propria comunità, tendente sempre più
ad ingrossarsi con l’annessione di nuovi elementi (tramite
matrimoni e nascite): si viveva secondo un ideale patriarcale,
tutti riuniti in un’unica grande abitazione che
ospitava le mogli, che i mariti abitualmente conducevano
in casa, e la immancabile prole, sempre numerosa. La
severità era la qualità che distingueva il padre nei suoi
rapporti con i figli, una severità che non indulgeva alle
manchevolezze e alle monellerie e che giungeva regolarmente
a colpire, talora aspramente, ogni fallo, ma che
d’altronde si rivelava come l’unico sistema per allevare e
tenere in riga una siffatta figliolanza. Nonostante questa
severità, i figli adoravano e talora veneravano il padre
che, del resto, era verso di loro prodigo di consigli e di
affettuosità e che spesso si preoccupava di procurare in
casa tutti gli svaghi possibili. L’ideale della famiglia era
insomma quello di restare unita il più a lungo possibile e
proprio per questo il padre faceva in modo che i figli trovassero
in casa tutto ciò che potevano desiderare, senza
bisogno di allontanarsi dal focolare: raramente un giovanotto
aveva le chiavi di casa prima dei vent’anni.
....continua nel mese di Maggio |