Aprile
 
Arnaldo Longhini Domenico Ferrari
e Eride Zaccarelli
Clementina Benedusi

Come verdura non mancava quasi mai l’insalata, immancabile inquilina dei numerosi orti della nostra zona. Il gelato, nelle stagioni calde, era il lusso della domenica: ci si recava alla gelateria e bisognava sedersi a tavolino, il che dava già un’importanza tutta particolare alla cosa. I bambini, invece, erano attirati, nei pomeriggi afosi, dal caratteristico carrettino del gelataio che passava di strada in strada suonando una trombetta che, per quanto stridula e sgraziata, era ansiosamente attesa e accendeva d’entusiasmo i giovani cuori …

- La famiglia e la donna.
Fino alla fine dell’Ottocento la famiglia veniva concepita come una vera e propria comunità, tendente sempre più ad ingrossarsi con l’annessione di nuovi elementi (tramite matrimoni e nascite): si viveva secondo un ideale patriarcale, tutti riuniti in un’unica grande abitazione che ospitava le mogli, che i mariti abitualmente conducevano in casa, e la immancabile prole, sempre numerosa. La severità era la qualità che distingueva il padre nei suoi rapporti con i figli, una severità che non indulgeva alle
manchevolezze e alle monellerie e che giungeva regolarmente a colpire, talora aspramente, ogni fallo, ma che d’altronde si rivelava come l’unico sistema per allevare e tenere in riga una siffatta figliolanza. Nonostante questa severità, i figli adoravano e talora veneravano il padre che, del resto, era verso di loro prodigo di consigli e di affettuosità e che spesso si preoccupava di procurare in casa tutti gli svaghi possibili. L’ideale della famiglia era insomma quello di restare unita il più a lungo possibile e proprio per questo il padre faceva in modo che i figli trovassero in casa tutto ciò che potevano desiderare, senza bisogno di allontanarsi dal focolare: raramente un giovanotto aveva le chiavi di casa prima dei vent’anni.

....continua nel mese di Maggio