Febbraio
 
Arrigo Volponi Graziano Pongiluppi Cesare Pozzetti

La nutrizione
La consultazione delle liste, dei libri di cucina e delle norme gastronomiche del tempo ci permette facilmente di accorgerci che nel corso dell’Ottocento gli italiani mangiavano sensibilmente di più di oggi. L’abbondanza era soprattutto ricercata dalla borghesia, in particolare quella campagnola, che pretendeva di stupire gli eventuali invitati con la grande quantità di cibi. Il popolo in genere mangiava frugalmente, servendosi di una cucina assai semplificata, non molto dissimile da quella odierna, ma, quando poteva, più abbondante. I contadini, infine, erano costretti, almeno nella prima metà del secolo XIX, ad una alimentazione scarsa e poco adatta ai loro pesanti lavori: tuttavia le loro condizioni andarono migliorando negli ultimi decenni dell’Ottocento, grazie al generale progresso economico-sociale del popolo italiano dopo l’Unità. In genere, comunque, la cucina era molto varia e, tralasciando l’aristocrazia che preferiva sempre i menù d’Oltralpe, si può dire che ogni regione d’Italia avesse una propria fisionomia gastronomica, legata alla produzione agricola locale, alla situazione economica, ma soprattutto ad un certo numero di specialità tipiche (il riso in Lombardia, la polenta nel Veneto ecc…).


....continua nel mese di Febbraio



Medici condotti:
dal 1881 al 1883 Dr. Giuseppe Sacerdoti
dal 1884 al 1889 Dr. Antonio Agoli
dal 1890 al 1893 Dr. Marco Gadioli
dal 1894 al 1896 Dr. Antonio Belfanti
dal 1896 al 1898 Dr. Augusto Rabitti
dal 1898 al 1940 Dr. Cesare Pozzetti