Giugno
 
Luigi Stori  Lucia Magotti Italo Longhini

Dai paesi anglosassoni, in questo periodo, arriva la richiesta delle donne di poter votare e condizionare, in tal modo, le leggi e piegarle alla soddisfazione delle legittime aspirazioni del gentil sesso. E’ chiaro che nelle campagne questi argomenti si diffondono molto lentamente: in Italia, ad esempio, il diritto al voto delle donne (e dunque il suffragio universale) viene riconosciuto soltanto nel 1946. Insomma a cavallo del XX secolo si respira un clima di maggior libertà: i figli non hanno più timore dei padri, sono in maggior intimità con la madre e vedono rispettati i propri interessi: i più piccoli sono ancora sottoposti ad una rigida disciplina che impedisce loro di interferire nei discorsi dei genitori, talvolta di parlare a tavola se non per chiedere il sale o l’acqua; ma in genere la severità di un tempo è sparita ed è stata sostituita da una atmosfera più serena. Ma nella distensione dei rapporti familiari e nel cameratismo che si instaura tra genitori e figli si cela a volte un forte pericolo, proprio per la conservazione dell’unità della famiglia e della sua intimità. Il desiderio di eccitamento e di emozioni da ricercarsi fuori dell’ambito familiare prende un po’ tutti e lentamente ci si abitua a vivere fuori di casa, a vedersi magari soltanto a mezzogiorno, ad eliminare perfino quei momenti di pace familiare che erano riservati alla sera. La crisi della concezione familiare tradizionale è ancora più evidente nelle classi operaie, dove talora anche le madri devono lavorare, di modo che i bambini vengono inviati durante la giornata ai giardini d’infanzia e alle scuole elementari e non di rado, alla sera, al loro ritorno trovano i genitori stanchi e inaspriti dal lavoro. I padri, a loro volta, dopo una giornata di lavoro, non sono certo incoraggiati a rimanere in un ambiente poco accogliente e privo di calore familiare, per cui spesso sono spinti a passare le serate all’osteria del paese.

....continua nel mese di Luglio