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| Quinto Longhini
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Luigi Stori
e Clementina Benedusi |
Elvina Zaccarelli |
E così tutti si preparano ad un
conflitto che viene reputato non rinviabile e ci si arma di tutto punto,
soprattutto la Germania, e questo impone agli avversari di armarsi a
loro volta in una drammatica corsa contro il tempo. L’Europa non sapeva
quale strage si stava preparando e fu scossa da un’irrefrenabile ondata
di patriottismo che travolse anche i proletari, contrari alla guerra e
iscritti ai partiti socialisti, a partire dal più importante, il Partito
socialista tedesco, che dichiarò di condividere le motivazioni del
governo del Reich. L’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando e di
sua moglie a Sarajevo non fu che la goccia che fece traboccare il vaso:
scoppiò un sanguinosissimo e devastante temporale e fa davvero tristezza
osservare le fotografie dei coscritti, tedeschi, francesi, inglesi,
austriaci, italiani che sfilano sorridenti rispondendo festosi ai saluti
di mogli e fidanzate mentre si avviano al fronte! Tutti del resto erano
convinti che questa sarebbe stata una guerra-lampo, cioè una guerra
d’attacco che si sarebbe risolta in un’unica grande battaglia decisiva,
come dichiaravano sui giornali i rispettivi stati maggiori. I soldati
che partivano per il fronte alla fine di agosto/inizi di settembre
davano appuntamento ai familiari a Natale!
....continua nel mese di Novembre
Parroci:
dal 1881 al 1896 Don Francesco Gadioli
dal 1897 al 1914 Don Giovan Maria Ricchetti
dal 1915 al 1932 Don Adelelmo Sassi |