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| Luigi Gennari
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Oreste Tartari |
Amedeo Bindella |
Allo scadere del secolo si
cominciarono, infatti, ad avvertire le conseguenze di una serie di
problemi nati nell’Ottocento:
• La “Questione d’Oriente”, diventata “Questione balcanica” che rendeva
inquieti i popoli slavi dell’est europeo
• Le conseguenze del nazionalismo che poteva essere considerato un
sentimento positivo quando popoli divisi e sottoposti al dominio
straniero combattevano per la libertà, ma che nel Novecento si trasformò
in senso di superiorità e in desiderio di prevaricazione nei confronti
delle altre nazioni
• La squilibrata distribuzione della ricchezza determinata dalla seconda
rivoluzione industriale, che concentrava enormi quantità di denaro nelle
mani di un’élite ristrettissima (l’alta borghesia di sette o otto
nazioni del mondo) la quale cominciava a covare una pericolosissima
illusione
di onnipotenza
• La società di massa, con la sua capacità di imporre slogan e parole
d’ordine, elaborate da piccoli gruppi di potere, a masse sterminate,
private del loro senso critico e della possibilità di decidere
autonomamente la propria sorte.
Questi ed altri problemi che stavano incancrenendo il vecchio continente
avevano avuto l’effetto di creare due gruppi contrapposti di nazioni,
detti la “Triplice Alleanza” composta da Germania, Austria-Ungheria e
Italia,
e “Triplice Intesa” composta da Francia, Inghilterra e Russia.
Basterebbe osservare la composizione delle due “squadre” per capire che
al loro interno c’era tutto e il contrario di tutto. Che ci faceva una
Russia, socialmente e civilmente arretrata, con una Francia e,
soprattutto, una
Inghilterra patria di democrazia? E l’Italia chi si sarebbe mai sognato
di vederla alleata della sua più tradizionale nemica, l’Austria-Ungheria?
....continua nel mese di Ottobre |