| All’inizio del 1676,
Schivenoglia era, come è ancora oggi, un piccolissimo paese, 145/150
famiglie 800/900 anime, annota il parroco di allora in uno dei suoi
registri, sperso nella nebbia della pianura padana in inverno, e
d’estate immerso nell’afa, a volte soffocante, data dal solleone. Il
territorio era solcato da numerosissimi corsi d’acqua, da tantissime
“mojie” o maceri per la canapa, che ancora veniva coltivata, e con poche
strade malsicure, fangose o polverose secondo la stagione. Ad una certa
ora, di quel giorno di domenica 2 febbraio 1676, le campane del
campanile della chiesa di San Francesco d’Assisi, si misero a suonare
“gli allegretti” annunciando a tutta la comunità l’arrivo di un nuovo
nato. Le campane servivano a scandire oltre agli eventi religiosi anche
gli eventi che si succedevano nel piccolo paese come nascite, morti,
matrimoni, ed ogni altro avvenimento di interesse sociale o politico. In
quel giorno la signora Laura Tomirotti, sposata ad Angelo Raineri, diede
alla luce un fi glio maschio, al quale la domenica successiva, 9
febbraio, verrà imposto il nome di Francesco Maria. |