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Il vino tra piacere e
salute |
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Il vino è utile
per coprire parte del fabbisogno
energetico e per fare
meglio apprezzare il gusto dei cibi.
Il vino possiede proprietà euforiche, analgesiche,
vasodilatatrici, rilassanti, antimicrobiche e antiossidanti.
Queste ultime sono dovute alla presenza di sostanze
appartenenti
al gruppo di composti polifenolici, composti
che determinano
anche il sapore e il colore del vino.
Gli acidi fenolici e i flavonoli sono
presenti all’interno
delle cellule della polpa dell’acino; i leucoantociani e
le catechine sono distribuite nella buccia, nei
vinaccioli
e nelle pareti cellulari della polpa; le antocianine sono
concentrate all’interno delle cellule della buccia dell’acino. |
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Le caratteristiche genetiche, ovvero il cultivar, influenzano il tipo di
polifenoli, mentre i fattori ambientali, intensità della luce, intensità
e frequenza delle piogge, concentrazione di azoto nel terreno-
influenzano la quantità di polifenoli.
Si è visto, inoltre, che lo stato sanitario dell’uva è di particolare
importanza: le uve attaccate da muffe hanno una quantità di polifenoli
più bassa.
Anche le tecniche di vinificazione possono variare la quantità di
sostanze antiossidanti; i vini che subiscono processi di affinamento in
rovere aumentano il loro patrimonio di polifenoli; i vini di annate
vecchie hanno un aumento della capacità antiossidante per la
polimerizzazione di polifenoli con formazione di tannini. I vini rossi
hanno un potere antiossidante maggiore rispetto ai bianchi. |
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Il vino aumenta la capacità
antiossidante
plasmatica se la somministrazione è quotidiana.
Contiene, più di ogni altra bevanda,
delle autodifese. I
composti polifenolici sono
un’eccellente autodifesa. Essi
svolgono
un meccanismo di protezione della pianta
dall’aggressione da agenti patogeni e muffe.
"Uva e fiori" particolare
Giuseppe Vincenzino |
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Sull’organismo umano svolgono tre azioni importanti:
- Protezione del meccanismo
circolatorio e riduzione del rischio di trombosi: la riduzione
dell’aggregazione piastrinica determina una conseguente riduzione di
trombosi vascolare.
- Cardioprotezione: grazie
all’azione antiossidante, le LDL (lipoproteine a bassa densità)
vengono protette contro le ossidazioni rallentando di fatto l’aterosclerosi;
i polifenoli legano le lipoproteine in eccesso nel sangue
determinandone una precipitazione; provocano vasodilatazione a
livello coronario grazie al rilascio di ossido nitrico.
- Chemioprevenzione sull’inizio,
sull’avanzamento e sulla progressione dei tumori: i polifenoli
svolgono un’azione antiossidante e antinfiammatoria inibendo
l’attività delle ciclossigenasi- con la conseguente riduzione di
formazione delle prostaglandine che stimolano la crescita dei tumori
cellulari e riducono le difese immunitarie; inoltre i composti
fenolici rallentano quei processi chimici che favoriscono la
comparsa degli errori nel patrimonio genetico.
- Uno dei polifenoli più attivi in
senso antitumorale è il resveratrolo.
Si è visto che i polifenoli migliorano
la propria disponibilità in presenza di alcool. Inoltre, alcuni di essi
(ad es. la quercitina) diventano attivi solo quando vengono esposti alla
fermentazione (come nel vino) o quando sono soggetti all’azione
batterica (come nel colon).
Il vino, a differenza dei superalcolici e della birra, se bevuto in modo
moderato, determina una riduzione della mortalità. |